Un poster contro la violenza domestica: l’importanza della prevenzione nell’ambulatorio del Pediatra di famiglia

Anna Libera Latino 1, Antonella Antonelli 2, Cinzia Grassi 2, Paola Miglioranzi 2, Elisabetta Quaranta 2, Michela Sanna 2, Valentina Bosco 3, Alessandro Manzoni 4

1 Responsabile Area “Abuso e Maltrattamento” FIMP; 2 Area “Abuso e Maltrattamento” FIMP; 3 Co-Referente Sito e Osservatorio Giovani Pediatri FIMP; 4 Coordinatore Gruppo Senato FIMP

DOI 10.36179/2611-5212-2026-02

L’Organizzazione Mondiale della Sanità considera la violenza un primario problema di salute pubblica a livello globale poiché può conseguire in morte, può causare grave disabilità o può contribuire a una varietà di danni alla salute e pertanto ritiene che la violenza, in tutte le sue forme e come qualsiasi altra patologia, debba essere prevenuta.

Nel mondo il 30% delle donne è vittima di violenza: la violenza di genere, che “si annida nello squilibrio relazionale tra i sessi e nel desiderio di controllo e di possesso da parte del genere maschile sul femminile”, secondo quanto condiviso dall’ONU e dall’Unione Europea, è riconosciuta dalla Convenzione di Istanbul quale forma di violazione dei diritti umani e di discriminazione e, in quanto tale, va prevenuta per proteggere la donna-vittima da una parte e i figli-testimoni di violenza dall’altra. 

Infatti, quando gli atti violenti si consumano all’interno della famiglia si configura la cosiddetta violenza domestica, le cui vittime sono soprattutto donne e minori, con grave compromissione della loro salute fisica e mentale. Ma, come anche stabilito dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, la violenza domestica non va considerata un problema contingente o emergenziale che riguarda la singola famiglia, bensì come un problema strutturale che riguarda la società nel suo insieme per cui va affrontata con urgenza e in modo coordinato.

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