Un caso che non dimenticherò mai

Alessandro Ballestrazzi

Direttore Editoriale, Il Medico Pediatra

Dal terzo numero di quest’anno, nell’ambito della ristrutturazione della rivista e con lo scopo di renderla sempre più attuale e in linea con le vostre esigenze, abbiamo pensato a una nuova rubrica, a un appuntamento fisso creato da voi. Tutti noi, nel corso della nostra professione, abbiamo avuto un caso ‘indimenticabile’ vuoi per la difficoltà diagnostica, vuoi per le circostanze o anche per i risvolti umani e sociali. Magari ne abbiamo avuto più di uno, ma ce n’è sempre uno che per qualche motivo ci resta impresso a fondo, quel tipo di storia che raccontiamo per prima a una cena tra colleghi o nei corridoi tra una relazione congressuale e l’altra. Esatto. Stiamo parlando proprio di ‘quel’ caso. E quel caso ha sempre dei risvolti interessanti, come si diceva una diagnosi difficile o una malattia inusuale o un decorso atipico o delle conseguenze inaspettate, risvolti che hanno influenzato il modo di lavorare o che hanno suscitato un ripensamento su un certo approccio o che hanno cambiato il modo di vedere le cose.

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