Care Colleghe e cari Colleghi, siamo oramai al termine del primo semestre dell’anno, periodo che per molti significa l’inizio delle meritate vacanze. Tuttavia, la politica non dorme mai e dopo la firma dell’ACN per il triennio 2022-24 è ripreso il dibattito sulla vexata quaestio del passaggio alla dipendenza culminato nella cosiddetta riforma Schillaci che, a grandi linee e tenuto conto delle varie modifiche in corsa, può essere riassunta nel “dirottamento” verso forme di dipendenza di una parte dei nuovi ingressi nella Medicina Territoriale. Tale riforma ha dato luogo a un acceso dibattito che non si è limitato soltanto alla medicina territoriale, di cui ovviamente fa parte anche la Pediatria di Famiglia, ma ha investito anche le forze politiche di tutti gli schieramenti con un battage mediatico che non sempre ha brillato per obiettività e senso della misura. L’opposizione alla riforma da parte della Medicina Generale e anche da parte nostra, opposizione motivata da sincere preoccupazioni per il futuro della professione e dell’assistenza e non certo da oscure motivazioni di parte, è stata additata all’opinione pubblica come difesa corporativa di interessi ingiustificabili. Per fortuna il dibattito politico, da noi puntualmente seguito e affiancato in tutte le sedi con incontri, contatti e audit, ha ridimensionato la portata della riforma che com’era originariamente concepita avrebbe messo gravemente in discussione, per quel che riguarda noi, i principi stessi sui quali si basa la Pediatria di Famiglia, cioè il rapporto di fiducia, la presa in carico olistica del bambino e della famiglia e la prossimità delle cure distribuite in modo capillare sul territorio. Tuttavia, quanto ho detto non deve fare dimenticare che la Medicina del Territorio, compresa la Pediatria di Famiglia, ha comunque bisogno di una riforma che tenga conto dei tempi cambiati e delle mutate esigenze del territorio e dell’utenza. Spetta a noi, come sindacato e come categoria, elaborare quelle modifiche del nostro modo di lavorare che tengano conto del cambiamento e delle indicazioni della politica che quel cambiamento interpretano nel bene e nel male. Ci attende quindi una ripresa dopo l’estate ricca di incognite e di sfide, ma non per questo meno appassionante. La storia della nostra Federazione dimostra che siamo sempre riusciti ad affrontare sfide e difficoltà superandole nell’interesse nostro e dei nostri pazienti. Ma adesso, come dicevo all’inizio, siamo alle soglie dell’estate e voglio chiudere con una nota di leggerezza, augurando a tutti voi buone vacanze e buon riposo. Per il resto ci sarà tempo in autunno.



