I disturbi del neurosviluppo rappresentano un’emergenza sociosanitaria che richiede interventi immediati per evitare che da iniziali condizioni disfunzionali si passi, senza un trattamento mirato e tempestivo, a disabilità più complesse. Negli ultimi decenni si è osservato un incremento rilevante di molte condizioni cliniche ad andamento evolutivo, specie quelle correlate al neurosviluppo (disturbi dello spettro autistico, della comunicazione, disturbi specifici dell’apprendimento, ADHD, disabilità intellettiva) Tali disturbi possono condizionare le acquisizioni delle abilità psicofisiche, le capacità sensoriali e la dimensione relazionale del bambino. Le disabilità ad esse correlate limitano le opportunità educative, professionali e sociali e, indirettamente, possono essere causa di discriminazione. Il ritardo nella diagnosi rappresenta un importante elemento di criticità che può dipendere da fattori diversi, tra cui, l’inadeguatezza dei modelli organizzativi, la mancanza di adeguate conoscenze da parte dei sanitari, la presenza di segni clinici singolarmente non diagnostici e la limitata disponibilità di test diagnostici, specie per le forme ad esordio ed evoluzione subdola.



